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sabato, 11 Luglio, 2020

Ginnastica: Storia di uno sport che si mette alle spalle il Gender GAP!

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Vi siete mai chiesti perchè sei attrezzi agli uomini e quattro alle donne?

Vi sarà capitato sui social di vedere video esilaranti di ginnasti che si cimentano su Parallele Asimmetriche e Trave o ginnaste che provano a eseguire qualche elemento sul Cavallo, alle Parallele Pari, agli Anelli o alla Sbarra. I risultati di questi buffi tentativi fanno sicuramente sorridere ma vi siete mai chiesti il perché di questa scelta di assegnare degli attrezzi distinti a uomini e donne nella Ginnastica Artistica?

La risposta a questa domanda va ricercata nella storia di questo sport, che dalla sua nascita ha poi impiegato quasi mezzo secolo per definirsi come noi lo conosciamo oggi. 

GLI ESORDI– Nel diciannovesimo secolo l’idea del padre fondatore della ginnastica, Friedrich Wilhelm Jahn, era quella di indirizzare il maggior numero di persone possibili, sia uomini che donne, al benessere fisico praticando dei semplici esercizi all’aria aperta. Il concetto di Jahn era quello di creare una vera e propria area fitness con attrezzi molto simili a Parallele Pari, Anelli e Sbarra.

LA COMPARSA OLIMPICA- I concetti di questo nuovo interessante sport furono presentati al congresso Pre-Olimpico di Parigi 1894, nel quale la Ginnastica divenne ufficialmente una disciplina Olimpica per le successive Olimpiadi di Atene 1896. La prima comparsa olimpica della Ginnastica la vedeva su sei attrezzi: Volteggio, Anelli, Sbarra, Cavallo con Maniglie e Parallele Pari ma anche arrampicata sulla corda; le medaglie venivano assegnate solo per attrezzo.

Ben presto però, arrivarono le prime modifiche: alle Olimpiadi del 1900, oltre alle medaglie sui sei attrezzi fu istituita la prima competizione All-Around, dove le discipline dell’Atletica e la Ginnastica furono fuse insieme in un’unica, grande gara individuale; nel 1904 le Clave Indiane, il Triathlon (con Salto in Lungo, Lancio del Peso, e la corsa delle 100 Iarde) ricadettero sotto la giurisdizione della Ginnastica.

Nel 1903 vennero istituiti i primi Campionati Mondiali di Ginnastica, nei quali si gareggiava solo su tre attrezzi Cavallo con Maniglie, Parallele Pari e Sbarra mentre gli Anelli vennero aggiunti nel 1909. Il Corpo Libero divenne un attrezzo ai mondiali nel 1930 e il Volteggio fu introdotto solo nel 1934. Le medaglie venivano assegnate ai campioni di ogni singolo attrezzo, mentre il giro All-Around includeva (più o meno con la stessa modalità delle Olimpiadi) anche altre discipline come nuoto, lancio del peso e corsa campestre.

LA DISPARITÀ DI GENERE- Nella storia della ginnastica c’è, però, una triste pagina fatta di pregiudizi e disuguaglianza. Nonostante nelle palestre uomini e donne si allenassero fianco a fianco sugli stessi attrezzi, nelle competizioni ufficiali le donne faticarono a trovare spazio a causa delle forti disparità di genere presenti nella società dell’epoca. Dopo tanti anni di categorici rifiuti alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 alle donne fu concesso finalmente di partecipare a una gara di squadra solo al Corpo Libero, con un esercizio in cui tutto il gruppo si esibiva insieme.

La riluttanza del far competere uomini e donne fianco a fianco, però, fu tale da indurre gli uomini, negli anni successivi, a creare due nuovi attrezzi, con la giustificazione di doverli adattare al fisico più fragile e gracile delle donne. Così venne impedito a monte il confronto diretto tra gli atleti maschi e femmine e la competizione femminile venne completamente separata da quella maschile. I due nuovi attrezzi in questione erano le Parallele Asimmetriche (ottenute alzando una delle due Parallele Pari) e la Trave (attrezzo già in uso nelle palestre di alcuni paesi come Germania e Svezia). Essi vennero definiti in maniera dispregiativa “piedistalli” perché su di essi le ginnaste dovevano esprimere la grazia e l’eleganza femminile, a differenza della potenza e della forza espresse, invece, negli esercizi svolti sugli attrezzi maschili.

Fu anche grazie a questo che la Ginnastica Artistica Femminile venne accettata dal Comitato Olimpico dell’epoca, perché venne considerato uno dei pochi sport appropriati per la donna. Nel Campionato del Mondo Femminile del 1938 le donne gareggiarono su Volteggio, Trave, Corpo Libero e Parallele Pari, sostituite per la prima volta nel mondiale del 1950 con le Parallele Asimmetriche.

LA COMPARSA DELLA RITMICA- L’Artistica Femminile si è, infine, assestata nelle Olimpiadi del 1952, anno in cui per la prima volta ha fatto la sua comparsa anche una squadra di atlete che si esibiva in una sorta di corpo libero a ritmo di musica maneggiando al contempo la Palla e i Cerchi, in quella che era a tutti gli effetti una rudimentale forma di Ginnastica Ritmica. Tale sport non fu riconfermato nella rosa degli sport olimpici dopo il 1956 ma non cessò di esistere, anzi, ben presto la Ginnastica Ritmica subì un’evoluzione, separandosi del tutto dalla Ginnastica Artistica, istituendo i propri campionati del Mondo nel 1963 e diventando ufficialmente sport olimpico nel 1984.

Nonostante sia un dato di fatto che la Ginnastica Maschile sia stata volutamente separata da quella femminile per una questione tutt’altro che felice, è innegabile considerare che se la Ginnastica Artistica è lo sport che tutti amiamo ora è anche per la sua controversa storia. Le donne hanno dimostrato nel tempo che oltre alla grazia e all’eleganza, pregi nei quali gli uomini hanno voluto confinarle, sono diventate esempi di potenza e forza, di carattere e perseveranza. Dalla Comaneci alla Biles, dalla Korbut alla Mustafina, dalla Chusovitina alla Ferrari, le atlete donne della ginnastica hanno ampiamente dimostrato di saper fare esercizi diversi ma comunque difficili quanto quelli degli uomini.

E se la storia si fosse evoluta in maniera più equa, cosa sarebbe diventato oggi questo sport?

Avremmo visto donne gareggiare sugli anelli e sulle parallele pari, probabilmente, ma non avremmo mai potuto vedere Nadia Comaneci alla trave o Olga Korbut alle parallele!

L’ABOLIZIONE DEL GENDER GAP- Negli ultimi anni la Federazione Internazionale di Ginnastica si è impegnata a fondo per raggiungere l’uguaglianza di genere e oggi può fieramente affermare di esserci riuscita in ogni campo della ginnastica. La FIG ha collaborato insieme al Comitato Olimpico (IOC) per diventare promotrice attiva della creazione di nuove opportunità per le donne nello sport. Uno dei punti nell’agenda del 2020 per il Comitato Olimpico è stato proprio quello di bilanciare la presenza di uomini e donne in ogni ambito che riguardasse le Olimpiadi, perché la parità di genere è ed è stata la massima priorità e sta pian piano diventando la base dei principi su cui si fondano le Olimpiadi. Una volta archiviata questa sfida, ha detto lo IOC, ce ne saranno tante altre da portare avanti.

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Fabio Castelli


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