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sabato, 18 Settembre, 2021

Tokyo 2020, ovvero “L’insostenibile incertezza dell’essere”

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Mancano poco meno di 24 ore dall’inaugurazione delle Olimpiadi di Tokyo 2020, ma tutto sembra (e di fatto è), avvolto dal caos più assoluto. 
Toyota e Panasonic che salutano ed escono dalla kermesse, gente che protesta e vorrebbe che le Olimpiadi fossero cancellate, nazioni che danno forfait all’ultimo (con la squadra Olimpica già a Tokyo)… E poi lui… Il Covid… 

Non parlo solo di Covid, ma anche di come il LOC (Local Organizing Committee, o Comitato Organizzatore Locale per chi non mastica l’inglese) ha pensato, organizzato, gestito tutta questa grande macchina olimpica che, gli è stata consegnata già nel 2012, dopo le Olimpiadi di Londra. 
Già, perché il Giappone nel 2012 sapeva che le Olimpiadi 2020, sarebbero state lì… 

Ma come se una pandemia globale non bastasse, ecco che uno dopo l’altro, nascono (o si palesano), problemi che agli occhi di alcuni occidentali possono sembrare assurdi, ma che per un giapponese non lo sono.

Il primo di questi problemi è uscito fuori proprio qualche giorno fa, quando qualcuno ha fatto notare che il famoso musicista, compositore, DJ e produttore discografico giapponese Keigo Oyamada, nome d’arte Cornelius, il quale avrebbe dovuto suonare all’apertura dei Giochi, qualche anno fa avrebbe dichiarato di essere stato in gioventù un bullo, violento e attaccabrighe… 
Neanche a dirlo, per questo motivo ovviamente è stato escluso dalla cerimonia d’apertura.

Il secondo problema, invece, si è palesato tra ieri e oggi, quando qualcuno ha fatto notare che ventitré anni fa (nel 1998), l’attuale ormai ex-direttore artistico della Cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici Kentaro Kobayashi, durante uno dei suoi sketch televisivi, aveva fatto una battuta di cattivo gusto sull’Olocausto. 

Ovviamente, anche Kentaro è stato licenziato. 

Come cornice a tutto questo marasma organizzativo (che ci sarebbe stato pure in assenza di una pandemia globale), c’è la situazione ben poco rosea del Giappone riguardo alla situazione Covid. 

Solo poco più del 23% dei giapponesi è stato vaccinato (con due dosi), e ciò rende tutto molto più difficile. 

Voi vi chiederete quale sia la motivazione per cui in un paese così avanzato e organizzato la vaccinazione vada così a rilento… La domanda è semplice: proprio perché hanno un regolamento sanitario talmente rigido e restrittivo, che l’equivalente giapponese della nostra AIFA, ha approvato solo il vaccino Pfizer da febbraio 2021, AstraZeneca e Moderna solo dal 21 maggio scorso… Per intenderci, solamente Tokyo ha venti milioni di abitanti e in tutto il Giappone vivono 126 milioni di persone… 
Capirete bene che con un solo vaccino a disposizione da febbraio a maggio, e altri due approvati dalla metà di maggio, la situazione non poteva che essere questa.

Ma le domande sorgono spontanee: perché nessuno dell’organizzazione si è accorto che Keigo alias Cornelius aveva dichiarato già diversi anni fa di essere stato un bullo da ragazzo? 

Personalmente, comunque, non vedo il nesso col fatto che avrebbe dovuto suonare alla Cerimonia di apertura… D’altronde, Cornelius, è una Rockstar e le Rockstar non sono famose per essere stati soprattutto in gioventù, dei tipi “alla mano”.

La domanda successiva è: quando hanno chiamato Kentaro per dirigere la Cerimonia (probabilmente già nel 2014?), perché nessuno si è ricordato di quel (assolutamente fuori luogo) sketch del 1998? Perché se lo sono ricordati solo adesso, a 24 ore dalla cerimonia?

Tutte domande, credo, legittime in una situazione così al limite del paradossale. 

In tutto ciò, per il mondo ginnico (o ginnastico per gli Accademici della Crusca), questa sarà probabilmente l’Olimpiade delle sorprese, dell’incertezza, dei ribaltoni. 
Il perché è presto detto: dall’oggi al domani, una squadra potrebbe essere messa in quarantena per una positività, un ginnasta potrebbe non prendere parte ad una o più finali per lo stesso motivo ed ecco che si potrebbe stravolgere e sconquassare qualsiasi pronostico. Rendendo tutti i risultati un po’ falsati, come se fosse un’Olimpiade “boicottata”. 

Sì, ho usato la parola boicottata, per dare il senso di quello che potrebbe accadere se uno o più protagonisti di questi Giochi Olimpici, non potessero prendere parte a qualche gara.

Avremmo uno scenario in stile Mosca 1980 (tutta la squadra USA era assente quindi Kurt Thomas e Mitch Gaylord erano assenti) o Los Angeles 1984, quando mancava una fetta di mondo in quasi tutti gli sport e quando nella ginnastica, soprattutto nel 1984, l’America faceva da padrone, vincendo una pioggia di medaglie in mancanza di quasi tutto il blocco sovietico. Così, grandi ginnasti come Yuri Korolev e Dimitri Bilozertchev (che comunque si rifece a Seoul 1988) vennero esclusi dai giochi di Los Angeles, che videro dei vincitori di ottimo livello ma, in assenza di quei grandi nomi d’oltreoceano. 

La domanda: “sarebbe andata così lo stesso se ci fossero stati anche loro?” rimase nell’aria per anni… E noi ora, a Tokyo 2020, rischiamo di avere la stessa situazione, ma stavolta non per colpa della politica internazionale. 

Provate ad immaginare un All-Around senza Simone Biles per le donne e Nikita Nagornyy per gli uomini? Oppure una finale agli anelli senza Petrounias (non cito gli italiani volutamente per estrema scaramanzia…)? O ancora una finale alla sbarra senza Zonderland e Uchimura? Tutto sarebbe così strano ma allo stesso tempo darebbe vita a: “E se ci fosse stato lui o lei? Come sarebbe andata a finire?”. Insomma, questa Olimpiade sarà molto più interessante di tutte le altre edizioni perché sarà un po’ come una roulette russa… Prendiamo i Popcorn e mettiamoci comodi: lo spettacolo ha inizio!

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Fabio Castelli


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