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sabato, 18 Settembre, 2021

Road to Tokyo: arrivati a destinazione! Adesso è tempo di lottare

Cosa bisogna aspettarsi dall'Artistica in questa Olimpiade?

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Mariacarmela Brunetti
Nata e cresciuta nel magico Sannio, la mia seconda casa da anni è Roma, dove sto per conseguire una laurea in ingegneria. Passo il mio tempo libero a scrivere e sono Redattrice ed Editorialista per GINNASTICANDO.it dal 2015.
La XXXII Olimpiade ha dimostrato di essere un appuntamento atipico ancora prima di iniziare.

Posticipata di un anno, in bilico fino all’ultimo secondo e privata della forza vitale del pubblico a causa dell’emergenza sanitaria mondiale in corso, quella di Tokyo è un’edizione dei Giochi Olimpici che, nel bene e nel male, resterà nella storia.
Da poco si è conclusa la cerimonia di apertura, che ha sancito l’inizio ufficiale di questo evento tanto atteso per atleti e appassionati, e tra pochissime ore (alle 3.00 nel fuso orario italiano) la Ginnastica Artistica sarà tra i primissimi sport a rompere il ghiaccio in queste Olimpiadi.

Gli appassionati di Ginnastica sanno che in questo incredibile sport ogni cosa può succedere. Una vittoria non è mai scontata nella Ginnastica, così come non lo è una sconfitta.

E allora cosa ci si deve aspettare della delegazione azzurra dell’Artistica inviata a Tokyo?

Road to Tokyo 2020

Inutile negarlo, l’avventura delle azzurre a Tokyo è cominciata con malumori, malcontenti e qualche colpo di sfortuna.

LA CONVOCAZIONE – Il pubblico italiano ha inizialmente storto il naso di fronte alla rosa delle quattro atlete convocate dal Direttore Tecnico della Nazionale Femminile Enrico Casella: Alice D’Amato, Asia D’Amato, Martina Maggio e Giorgia Villa. La squadra azzurra – composta solo da ginnaste provenienti dalla società Brixia di Brescia – ha suscitato più di qualche dubbio negli appassionati, che hanno dato sfogo alle proprie perplessità sui social network poco prima dell’inizio dei Campionati Assoluti di Napoli.

L’INFORTUNIO DI GIORGIA VILLA – Ed è stato proprio al Pala Vesuvio di Ponticelli che un altro importante equilibrio si è spezzato con l’infortunio di Giorgia Villa.

A Napoli la Villa ha dimostrato sul campo di essere l’individualista più forte d’Italia, vincendo il titolo di Campionessa Italiana a caro prezzo: la mancata partenza per l’Olimpiade.
Foto di: Simone Ferraro

È stata una beffa del destino particolarmente dolorosa, questa, per Giorgia in primis, ma anche per tutto il mondo della Ginnastica, che mai avrebbe messo in discussione la partecipazione della stella delle Fate a Tokyo 2020. Ancora una volta la rabbia e l’indignazione degli appassionati ha criticato aspramente la scelta di far gareggiare la squadra olimpica al completo agli Assoluti, nonostante la partenza per il Giappone fosse alle porte.

Cosa sarebbe successo se Giorgia non avesse partecipato ai Campionati Italiani nessuno può saperlo.

Giusta o sbagliata che fosse questa decisione non spetta a noi dirlo. Ora c’è bisogno puntare lo sguardo al futuro perché, per quanto il destino a volte sa essere crudele e imprevedibile, ci saranno tante altre occasioni per far brillare il talento di Giorgia Villa. Sarà solo questione di tempo, e questo non si può negare.

UN PIANO B D’ECCEZIONE – La squadra italiana ha dovuto, così, rimodellarsi al caso, plasmarsi a un piano B che il DTN Casella – lungimirante com’è – aveva già considerato, con l’asso nella manica che porta il nome di Vanessa Ferrari.
Con un pass olimpico nominale, la leonessa di Orzinuovi avrebbe dovuto partecipare a Tokyo come Individualista. Ma la stessa Ferrari non ha mai nascosto l’intenzione di aiutare la squadra, qualora ne avesse avuto la possibilità. Con l’infortunio della Villa questa eventualità ha bussato violentemente alla porta, e Vanessa ha risposto.

Foto: Federazione internazionale di Ginnastica

UNA NUOVA INVIDIDUALISTA – La diretta conseguenza dell’entrata in squadra di Vanessa Ferrari è stata la rinuncia al pass guadagnato nel circuito di Coppa del Mondo per Attrezzi al corpo libero. E tale lasciapassare è ricaduto dritto nelle mani della seconda in classifica: Lara Mori. Così la ginnasta di Giglio Montevarchi ha potuto preparare le valigie per il Giappone, nonostante lei stessa abbia ammesso – con la sportività che la contraddistingue – che le sia dispiaciuto diventare un’atleta olimpica a causa dell’infortunio di un’altra compagna.

È stato questo lungo percorso, affatto lineare, a comporre la squadra olimpica dell’Italia per la Ginnastica Artistica Femminile: Alice e Asia D’Amato, Vanessa Ferrari e Martina Maggio, più Lara Mori.

E LA MASCHILE? – L’altro lato della medaglia, forse, è rappresentato dalla linearità dalla delegazione di Artistica Maschile, composta da Marco Lodadio e Ludovico Edalli. È dal Mondiale di Stoccarda 2019 – nel quale tutti e due si sono qualificati per Tokyo – che entrambi aspettano la loro occasione per brillare, e pare che il momento per farlo sia finalmente arrivato.



Non pronostici ma possibilità

Non sarebbe opportuno di parlare di pronostici a poche ore dalla gara. Per cui, numeri alla mano, parliamo di semplici possibilità.

Marco Lodadio si presenta a Tokyo come vice-campione mondiale uscente agli anelli. L’aviere del gruppo sportivo dell’Aeronautica Militare non ha avuto un periodo pre-olimpico facile a causa del recupero da un intervento alla spalla che lo ha tenuto lontano dalle gare per diversi mesi. A inizio giugno Marco è stato invitato a Monaco di Baviera per presenziare agli Olympic Trials tedeschi come ospite internazionale, e in quella competizione si è dichiarato “non in perfetta forma”. Ai Campionati Assoluti di poche settimane fa, invece, è salito sul castello degli anelli con lo sguardo puntato verso Est. E la medaglia che si è messo al collo, quella del colore più prezioso, ha attaccato un biglietto da visita da 15.100. La possibilità, nel caso di Marco Lodadio, è la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per replicare quel punteggio, e quel che deve venire, verrà.

Campione Italiano Individuale uscente, Ludovico Edalli arriva in Giappone con l’intento di imprimere il suo nome nella storia della ginnastica. Durante le prove podio di mercoledì (di cui puoi leggere l’articolo cliccando qui) Ludovico – e lo statunitense Brody Malone – hanno presentato un elemento originale alle parallele pari. Si tratta di una capovolta avanti su uno staggio seguita da un movimento Healy (3/4 di giro per riprendere gli staggi con entrambe le mani). Qualora l’elemento venisse eseguito in maniera ottimale (senza la caduta), prenderebbe il nome di Edalli/Malone.
Ludovico ha anche tutte le carte in regola per puntare alla finale a 24, considerando il suo ottimo diciassettesimo posto del Mondiale di Stoccarda 2019.

La squadra di Artistica Femminile, invece, si presenta a Tokyo come vincitrice del bronzo mondiale uscente. Ma al Mondiale di Stoccarda, però, la formula del 5-4-3 dava spazio a una squadra composta da atlete complementari, capaci di coprire l’una le debolezze delle altre. Alle Olimpiadi, al contrario, questa componente viene un po’ a mancare, perché nella formula del 4-4-3 più che la squadra deve emergere l’individualità di ogni membro del Team.

Replicare l’impresa di Stoccarda è dunque impossibile?

Punteggi alla mano, le azzurre sono capaci di prestazioni spaziali. I doppi avvitamenti al volteggio sia di Asia che di Alice D’Amato sono strepitosi, e hanno dimostrato più volte nelle gare del 2021 di poter raggiungere e superare il 14.500. Le parallele di Alice sono quinte a livello europeo e, in semifinale di Final Six, hanno raggiunto un picco di 14.700 (15.100 contando anche i Bonus). Asia, invece, ha dimostrato in tante occasioni di riuscire a mantenere il sangue freddo in gara e di essere un’ottima All-Arounder, tanto che a Napoli si è incoronata vice-campionessa italiana. E, quanto ad All-Around, Martina Maggio porta in valigia alle Olimpiadi un sesto posto individuale, un quinto posto alla trave e un quarto piazzamento al corpo libero agli scorsi Europei di Basilea.
Il valore aggiunto che potrebbe fare la differenza nella squadra, però, è Vanessa Ferrari. Agguerrita come non mai, la Caporal Maggiore dell’Esercito italiano può infondere nelle più giovani quell’approccio di freddezza nei confronti della gara che solo un’atleta esperta come lei può dare. Il suo esercizio al corpo libero, poi, è bronzo uscente agli scorsi Campionati Europei ed è tra i più temuti e ammirati a livello mondiale. Sui social sono trapelati degli spezzoni delle diagonali saltate in Prova Podio sulle note della nuova coreografia al corpo libero che hanno incantato il pubblico. Anche per lei quel che deve arrivare, arriverà.

Infine, l’ultimo pezzo mancante del puzzle Italia è Lara Mori. La sua partecipazione ai giochi è rimasta in bilico fino all’ultimo, ma questa volta – a differenza delle Olimpiadi di Rio 2016 – il sogno olimpico di Lara si è avverato. La grinta con la quale l’atleta di Montevarchi affronta la pedana del corpo libero è travolgente, e la sua capacità di fare squadra la contraddistingue anche se partecipa alle Olimpiadi come Individualista.

Il lungo viaggio verso Tokyo è giunto a capolinea. È tempo per l’Italia di tirare fuori gli artigli e lottare.

Si ringrazia la redattrice Anna Maria Palaia per il confronto delle idee.

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Fabio Castelli


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