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sabato, 18 Settembre, 2021

Tokyo 2020: la nuova campionessa olimpionica di Trampolino Elastico è la cinese ZHU Xueying

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Andrea Dei Giudici
Giudice Nazionale, Tecnico Federale e Referente Regionale di Giuria di Trampolino Elastico per la regione Lazio. Si occupa dal 2021 della redazione per la sezione di Trampolino Elastico.

Una gara ricca di colpi di scena quella di oggi alle Olimpiadi di Tokyo 2020: alle ore 13 locali (ore 6 del mattino in Italia), presso l’Ariake Gymnastics Centre, si sono scontrate le 16 migliori ginnaste del mondo.

QUALIFICAZIONE

Nella fase di qualificazioni, divisa in due gruppi da 8 ginnaste, c’è stata una vera e propria ecatombe. Seguendo l’ordine di salita sul telo, la prima ginnasta in gara, l’australiana Jessica Pickering, ha sbagliato entrambi gli esercizi.

Dopo essere caduta, nel primo esercizio, all’arrivo del quinto salto, forse un po’ per l’emozione, forse un po’ per l’instabilità, si ferma subito dopo il terzo salto del secondo esercizio, confermandosi come sedicesima in classifica.

Dopo un inizio non particolarmente entusiasmante, la ginnasta Iana Lebedeva, nonostante fosse una delle favorite per la finale e, forse, per il podio olimpico, all’arrivo del quinto salto del secondo esercizio cade contro la protezione, salvaguardata dal proprio tecnico che le mette il tappeto sotto per evitare eventuali infortuni.

La ginnasta giapponese Mori Hikaru, che ha vinto il mondiale nel 2019 e in quest’olimpiade giocava in casa, al quarto salto del secondo esercizio si sposta lateralmente, tenta di recuperare avanti ma termina il suo esercizio “planando” sulla protezione laterale.

La ginnasta neozelandese Madaline Davidson ottiene un punteggio per la seconda routine un po’ basso: resasi conto di stare perdendo il controllo dopo il quarto salto, un doppio dietro carpiato, inserisce nell’esercizio un salto dietro per recuperare il controllo e che però abbassa di molto il punteggio alla difficoltà. Per questo motivo si piazza al decimo posto come seconda riserva.

La ginnasta francese Lea Labrousse, dopo aver egregiamente iniziato la sua prima routine, cade sulla protezione laterale. Un vero peccato per questa ginnasta che, nonostante si sia poi riscattata nella seconda routine portando un esercizio con tre tripli ed un punteggio molto elevato, si piazza al dodicesimo posto della classifica.

A seguire nell’escalation di errori Laura Gallagher, ginnasta della nazionale inglese, nel secondo esercizio all’arrivo del secondo salto cade direttamente sopra il tappeto di lancio che l’istruttrice reggeva prontamente sulla protezione centrale.

Ultima ginnasta a non rientrare in finale per gli errori piuttosto che per una bassa esecuzione o per una scarsa altezza, è la canadese Samantha Smith che nel terzo salto si perde completamente e cade al centro del trampolino rimbalzando sulla protezione laterale.

Errori a parte le ginnaste che entrano in finale sono: Dafne NAVARRO LOZA (MEX), Nicole ASHINGER (USA), Susana KOCHESOK (ROC), Megu UYAMA (JPN), Rosannagh MACLENNAN (CAN), Bryony PAGE (GBR), Xueying ZHU e Linling LIU (CHN).

La classifica della qualificazione è la seguente:

Di questa le prime 8 sono le ginnaste classificate per la finale, mentre la nona e la decima in classifica sono rispettivamente R1 e R2 (Riserva) e se una delle qualificate per qualche motivo avesse voluto rinunciare, loro avrebbero potuto rientrare in finale.

FINALI

Alle ore 14.50 locali (ore 7.50 italiane), molto a ridosso delle gare di qualificazione, si sono svolte le finali, caratterizzate da un unico esercizio libero.

Dafne NAVARRO LOZA (MEX) e il suo tecnico

La ginnasta messicana, forse per l’emozione dovuta al fatto di rappresentare una nazione al suo esordio alle Olimpiadi in questa disciplina, e di conseguenza alla sua prima “finalissima” olimpica, forse perché ha cercato di dare il tutto per tutto, fatto sta che cade alla fine dell’esercizio: questo decreta una penalità di 1 punto per ogni giudice all’esecuzione che, sul punteggio finale, saranno 2 punti in meno.

Susana Kochesok (ROC) e il suo tecnico

A parte questo piccolo errore il resto della gara è stato uno spettacolo a dir poco mozzafiato, una finale di altissimo livello.

Nicole ASHINGER (USA) e il suo tecnico

Le ginnaste Kochesok, Ashinger e Uyama hanno eseguito degli ottimi esercizi, al di sopra dei 54 punti: ottimo tempo di volo, buona esecuzione ma penalizzate per il totale della difficoltà, leggermente più bassa rispetto alle avversarie.

Megu UYAMA (JPN)

Proseguendo la scalata della classifica al quarto posto si piazza la MACLENNAN: la ginnasta canadese aveva vinto le precedenti due edizioni dei giochi olimpici ed aspirava molto probabilmente alla tripletta.

Rosannagh MACLENNAN (CAN) e il suo tecnico

Medaglia di Bronzo per Bryony Page che a Rio 2016 aveva raggiunto la medaglia d’argento: il suo esercizio ha spiccato per le chiusure perfette dei salti carpiati, per l’altezza e per le linee elegantissime.

Bryony PAGE (GBR) e il suo tecnico

Medaglia d’ Argento per Lingling Liu che in qualifica aveva raggiunto il primo posto: un esercizio mozzafiato con forse qualche spostamento di troppo.

Lingling Liu (CHN) e il suo tecnico

Si aggiudica la Medaglia d’Oro Xueying Zhu che incanta tutti con il suo esercizio che rasentava la perfezione: esecutivamente pulito, caratterizzato da un ottimo tempo di volo ed eseguito abbastanza al centro del trampolino, nonostante i 15 punti di difficoltà che ha portato in gara.

Xueying ZHU (CHN) e il suo tecnico

Qui di seguito la classifica della finale

Prossimo appuntamento domani, negli stessi orari di oggi, per la categoria maschile.

(da sinistra) LingLing LIU (CHN), Zueying ZHU (CHN) e Bryony PAGE (GBR)

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Fabio Castelli


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